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Guida

Rendiconto ai proprietari negli affitti brevi: la guida

È il resoconto che il property manager manda a ogni proprietario, di solito ogni mese: canoni incassati, commissioni, costi, provvigione, ritenuta del 21 % se incassa lui e il netto che gli bonifica.

Pubblicato il 3 novembre 2026

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Che cos’è il rendiconto ai proprietari

Chi gestisce affitti brevi per conto di proprietari privati incassa i canoni, paga una parte dei costi e trattiene la sua provvigione. Il rendiconto è il documento che spiega al proprietario come si arriva dal lordo pagato dagli ospiti al bonifico che riceve: prenotazione per prenotazione, voce per voce.

Nessuna legge ne fissa il modello: lo decide il contratto tra te e il proprietario. Ma i numeri che contiene sono gli stessi che finiscono nelle pratiche fiscali, la ritenuta che versi e la certificazione che rilasci, quindi conviene costruirlo in modo che i conti tornino con quelli del commercialista.

Questa guida riassume le regole come le abbiamo lette il 3 novembre 2026 sulle fonti in fondo alla pagina. Non sostituisce il parere del tuo commercialista: aliquote, soglie e articoli di legge cambiano, e dal 1° gennaio 2027 cambiano anche i riferimenti.

Le voci da mettere nel rendiconto

Un rendiconto che il proprietario capisce al primo sguardo parte dal lordo e scende fino al netto, con ogni voce sulla sua riga. Queste sono le voci che servono quasi sempre.

Un esempio di un mese

Un appartamento, un mese, tre soggiorni per 18 notti, canoni incassati dal gestore. I numeri sono un esempio, tondi apposta; la provvigione è il 20 % sui canoni al netto delle commissioni dei portali, più IVA, come potrebbe prevedere un contratto. La ritenuta è il 21 % dei canoni incassati, senza togliere la provvigione.

Ritenuta del 21 %: quando tocca a te

Se incassi i canoni delle locazioni brevi, o intervieni nel pagamento, sei sostituto d’imposta: trattieni una ritenuta del 21 % «sull’ammontare dei canoni e corrispettivi all’atto del pagamento al beneficiario» (art. 4, comma 5, D.L. 50/2017). Dal 2024 la ritenuta è sempre a titolo d’acconto, qualunque regime scelga il proprietario.

La base è l’intero importo che l’ospite deve al proprietario, «inclusa, se prevista, la provvigione» che il proprietario deve a te, scrive l’Agenzia delle Entrate; non ci rientrano il deposito cauzionale e le penali. La versi con il modello F24 entro il 16 del mese successivo, codice tributo 1919, anche in un versamento cumulativo. Poi la certifichi al proprietario con la Certificazione Unica, che vale anche come comunicazione dei dati dei contratti, e la dichiari nel modello 770.

Se nella catena ci sono due intermediari, per esempio il portale che incassa dall’ospite e tu che paghi il proprietario, chiarisci con il commercialista chi opera la ritenuta, prima di farla due volte o nessuna. Dal 1° gennaio 2027 le stesse regole passano agli artt. 207 e 208 del nuovo testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026), con la stessa aliquota e le stesse scadenze.

Tassa di soggiorno: fuori dal netto

Nelle locazioni brevi della tassa di soggiorno risponde «il soggetto che incassa il canone o il corrispettivo» (art. 4, comma 5-ter, D.L. 50/2017): se incassi tu, la riscuoti dall’ospite, la versi al Comune e presenti la dichiarazione annuale, una per ogni Comune in cui hai immobili. Nei Comuni che applicano l’art. 4 del D.Lgs. 23/2011 la dichiarazione si presenta entro il 30 giugno dell’anno successivo; in Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e nelle province di Trento e Bolzano valgono le regole regionali o provinciali.

È una somma che incassi per conto del Comune, non un ricavo del proprietario: nel rendiconto va su una riga a parte, fuori dal netto, così il proprietario vede che è stata riscossa e versata. La guida sulla tassa di soggiorno spiega tariffe, esenzioni e scadenze.

Cedolare secca e limite di due appartamenti

Il rendiconto serve anche al proprietario per la sua dichiarazione dei redditi. Se sceglie la cedolare secca, sulle locazioni brevi paga il 26 %, ridotto al 21 % per una sola unità immobiliare, che sceglie lui nella dichiarazione dei redditi. Dalla dichiarazione scomputa le ritenute che hai trattenuto tu.

Dal periodo d’imposta 2026 il regime delle locazioni brevi vale solo per chi destina a questa finalità non più di due appartamenti; fino al 2025 il limite era di quattro. Oltre la soglia l’attività si presume svolta in forma d’impresa, anche quando passa da un intermediario (art. 1, comma 595, L. 178/2020, come modificato dalla L. 199/2025). Se un proprietario ti affida il terzo appartamento, diglielo prima di firmare: cambia il suo regime, non solo il tuo rendiconto.

Ogni quanto mandarlo, ed errori da evitare

Di solito ogni mese, entro una data fissa scritta nel contratto, con il bonifico subito dopo. Mandarlo sempre nello stesso formato e nello stesso giorno riduce le domande più di qualsiasi spiegazione.

  • Mescolare la tassa di soggiorno ai canoni: gonfia il lordo e la provvigione, e il proprietario la vede come un suo incasso.
  • Calcolare la ritenuta sul netto della tua provvigione: la base è l’intero importo.
  • Cambiare criterio per i soggiorni a cavallo del mese: un mese tornano i conti, il successivo no.
  • Dimenticare cancellazioni e rimborsi: vanno nel mese in cui li registri, con il loro segno.
  • Spese senza ricevuta o fuori dal contratto: sono le prime contestazioni.
  • Rifare il rendiconto a mano da un foglio di calcolo per ogni proprietario: ogni copia è un’occasione di errore.

Come lo fa Finikos

Il rendiconto, senza fogli di calcolo.

Nel piano Enterprise di Finikos, € 13 per proprietà al mese (€ 10,83 con pagamento annuale), IVA esclusa, ogni proprietario ha un portale suo con il rendiconto mensile: il dettaglio del mese e i guadagni per proprietà, presi dalle stesse prenotazioni di Airbnb e Booking.com che gestisci tu. Le pratiche restano nella stessa console: Alloggiati Web, ISTAT, tassa di soggiorno con incasso, fatture.

  • Portale proprietari con rendiconto mensile (Enterprise)
  • Prenotazioni di Airbnb e Booking.com nella stessa lista
  • Tassa di soggiorno con incasso, in ogni piano
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Domande

Le domande che arrivano più spesso.

Che cosa deve contenere il rendiconto ai proprietari?

Le prenotazioni del periodo, i canoni incassati, le commissioni dei portali, pulizie e spese con ricevuta, la provvigione del gestore, la ritenuta del 21 % se il gestore incassa i canoni e il netto bonificato. La tassa di soggiorno va su una riga a parte, fuori dal netto.

Il property manager deve fare la ritenuta del 21 %?

Sì, se incassa i canoni delle locazioni brevi o interviene nel pagamento: è sostituto d’imposta, trattiene il 21 % a titolo d’acconto, lo versa con F24 entro il 16 del mese successivo (codice tributo 1919) e lo certifica al proprietario con la Certificazione Unica.

La ritenuta si calcola prima o dopo la provvigione?

Prima. L’Agenzia delle Entrate scrive che il 21 % si applica sull’intero importo che l’ospite deve al proprietario, inclusa la provvigione dovuta all’intermediario. Non ci rientrano il deposito cauzionale e le penali.

La tassa di soggiorno va nel rendiconto?

Sì, ma su una riga a parte e fuori dal netto: è una somma che chi incassa il canone riscuote per conto del Comune e versa al Comune, non un ricavo del proprietario.

Quanti appartamenti si possono dare in locazione breve senza diventare impresa?

Dal 2026 non più di due appartamenti per periodo d’imposta; fino al 2025 erano quattro. Oltre la soglia l’attività si presume svolta in forma d’impresa, anche se passa da un intermediario o da un portale.

Fonti

Da dove vengono le informazioni.

  1. Agenzia delle Entrate, Locazioni brevi: disciplina fiscale e regole per gli intermediari, aprile 2026 (PDF)verificato il 3 novembre 2026
  2. Art. 4 D.L. 50/2017, locazioni brevi: ritenuta, comunicazione dei dati, imposta di soggiorno, in vigore fino al 31 dicembre 2026 (Normattiva)verificato il 3 novembre 2026
  3. L. 213/2023, art. 1, comma 63: cedolare al 26 %, al 21 % per una unità, ritenuta a titolo d’acconto (Normattiva)verificato il 3 novembre 2026
  4. L. 199/2025, art. 1, comma 17: dal 2026 il limite di due appartamenti (Normattiva)verificato il 3 novembre 2026
  5. L. 178/2020, art. 1, comma 595, nel testo in vigore: la presunzione di attività d’impresa (Normattiva)verificato il 3 novembre 2026
  6. D.Lgs. 117/2026, nuovo testo unico delle imposte sui redditi: artt. 207 e 208 dal 1° gennaio 2027 (Normattiva)verificato il 3 novembre 2026
  7. Agenzia delle Entrate, istruzioni della Certificazione Unica 2026: locazioni brevi e CIN (PDF)verificato il 3 novembre 2026
  8. Art. 4 D.Lgs. 23/2011, Imposta di soggiorno (Normattiva)verificato il 18 ottobre 2026
  9. Dipartimento Finanze, FAQ sulla dichiarazione dell’imposta di soggiorno, 19 settembre 2022 (PDF)verificato il 18 ottobre 2026
  10. Finikos, il listino sulla pagina Prezziverificato il 3 novembre 2026

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