Che cos’è il CIN
Il CIN, Codice Identificativo Nazionale, è il codice che il Ministero del Turismo assegna a ogni unità abitativa data in locazione breve o per finalità turistiche e a ogni struttura ricettiva, alberghiera o extralberghiera. Lo prevede l’art. 13-ter del D.L. 145/2023, convertito dalla L. 191/2023, che ha anche istituito la banca dati nazionale, la BDSR.
Serve a tre cose, dice la legge: trasparenza del mercato e tutela della concorrenza, coordinamento dei dati fra Stato, Regioni e Comuni, sicurezza del territorio e contrasto a chi ospita senza regole. Per questo lo stesso codice compare sul cartello all’esterno, negli annunci e nelle comunicazioni con la pubblica amministrazione.
Le date contano. La BDSR è entrata in funzione con l’avviso in Gazzetta Ufficiale del 3 settembre 2024 e la disciplina si applica dal 2 novembre 2024. Il Ministero ha poi spostato al 1° gennaio 2025 il termine per munirsi del CIN: le sanzioni sono applicabili dal 2 gennaio 2025.
Il CIN non sostituisce il codice regionale o provinciale (CIR, IUN o altro): dove la Regione lo prevede, servono entrambi e vanno esposti entrambi.
Questa guida riassume la disciplina nazionale al 18 ottobre 2026. Le Regioni aggiungono regole proprie sui codici e sull’esposizione: verifica sempre sul portale BDSR e con la tua Regione.
Com’è fatto un CIN
Un CIN è una sigla alfanumerica di al massimo 18 caratteri. Comincia con IT, seguono i tre caratteri del codice ISTAT della provincia e i tre del Comune, poi due caratteri di classificazione ISTAT e infine una stringa casuale di al massimo otto caratteri assegnata dalla banca dati.
Il codice di classificazione dipende dal tipo di attività e dalla forma, imprenditoriale o no, con cui la svolgi. Per questo un subentro che cambia la natura dell’attività non può ereditare lo stesso CIN. Lo schema lo descrive la Provincia autonoma di Trento, non le FAQ del Ministero: copialo così com’è dal PDF protocollato che scarichi dalla BDSR, senza spazi.
Chiunque può verificare che un CIN esista dalla pagina Ricerca CIN della BDSR. È un controllo utile prima di pubblicare un annuncio per conto di un proprietario.
Chi deve chiederlo
L’obbligo è generale e, dicono le FAQ del Ministero, non prevede eccezioni. Devono chiedere il CIN:
- i titolari o gestori di strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, come definite dalle leggi regionali: hotel, B&B, affittacamere, agriturismi compresi;
- chi dà in locazione breve un’unità abitativa, cioè con contratti fino a 30 giorni ai sensi dell’art. 4 del D.L. 50/2017, anche in forma non imprenditoriale e anche per poche settimane l’anno;
- chi dà in locazione per finalità turistiche, anche oltre i 30 giorni;
- chi affitta una sola stanza o una porzione dell’alloggio: la legge parla di unità immobiliari «o porzioni di esse»;
- non serve solo a chi ospita a titolo davvero gratuito, come le case religiose di ospitalità no-profit quando non chiedono nulla: le libere donazioni degli ospiti non tolgono la gratuità, ma la valutazione è caso per caso.
Come si ottiene sulla BDSR
La richiesta è telematica e la fa il titolare, il gestore o un delegato, con delega firmata e documento del titolare. In ordine:
- Metti in regola l’attività a livello locale: SCIA o CIA al Comune, dove la Regione la prevede. Chi opera in forma imprenditoriale deve presentare la SCIA al SUAP per legge.
- Chiedi il codice regionale o provinciale, se nella tua Regione esiste per il tuo tipo di struttura: senza, la BDSR non trova l’alloggio.
- Entra su bdsr.ministeroturismo.gov.it con SPID o CIE e premi Ottieni CIN: vedi le strutture associate al tuo codice fiscale.
- Completa i campi mancanti, dati catastali compresi, e firma la dichiarazione sostitutiva sui requisiti di sicurezza.
- Premi Ottieni CIN: arriva una mail di conferma e dalla sezione Ottieni CIN scarichi il PDF protocollato con il codice e il numero di protocollo del Ministero.
- Se la struttura non compare, usa Segnala struttura mancante: la Regione ha 30 giorni per verificare e intanto non sei sanzionabile. Se non risponde, ricevi un CIN “non verificato”, valido da subito per annunci e cartello.
- I tempi: 30 giorni dall’attribuzione del codice regionale; subito, all’avvio dell’attività, dove il codice regionale non esiste; 10 giorni dalla scadenza del procedimento se la Regione è in ritardo.
Dove va esposto e indicato
Due obblighi, entrambi dal 1° gennaio 2025. Il primo: esporre il CIN all’esterno dello stabile in cui si trova l’alloggio, nel rispetto dei vincoli urbanistici e paesaggistici. Se il regolamento di condominio vieta i cartelli, le FAQ del Ministero ammettono modi alternativi, purché il codice resti ben visibile al pubblico.
Il secondo: indicare il CIN in ogni annuncio, ovunque pubblicato e comunicato. Vale per il sito di prenotazione diretta, i social, i portali e le agenzie. Anche intermediari e gestori di portali devono riportarlo e, dicono le FAQ, adottare misure per non pubblicare annunci senza codice.
Chi pubblica tramite un portale risponde della mancata indicazione solo se non ha comunicato il CIN al portale. Il codice va quindi inserito nel campo dedicato, non solo nel testo dell’annuncio.
Dal 20 maggio 2026 si applica anche il Regolamento (UE) 2024/1028: le piattaforme devono chiedere il numero di registrazione prima di pubblicare l’annuncio, mostrarlo e fare controlli a campione sulla sua validità. Il Ministero ha legato la proroga del CIN proprio al coordinamento con questo regolamento (notizia del 22 ottobre 2024): in pratica, il numero che le piattaforme chiedono in Italia è il CIN rilasciato dalla BDSR.
Airbnb e Booking.com senza CIN
Su Airbnb il campo è nell’editor dell’annuncio: Annunci, poi l’icona delle impostazioni, poi Normative e “Aggiungi il tuo codice identificativo nazionale (CIN)”. Dal 2 gennaio 2025 Airbnb chiede il CIN per ogni alloggio idoneo e, senza, può impedirti di ospitare. A novembre 2024 aveva annunciato la rimozione nel 2025 degli annunci sprovvisti di codice.
Se hai fatto richiesta e il codice non è ancora arrivato, segnali la struttura mancante sulla BDSR e su Airbnb scegli l’esenzione temporanea nella sezione Normative: hai almeno 30 giorni in più. Chi affitta solo per 31 notti o più può impostare quel soggiorno minimo.
Su Booking.com il CIN si inserisce nell’extranet, nei dati della struttura: al 18 ottobre 2026 non abbiamo trovato una pagina pubblica del Partner Help da citare, quindi verifica il percorso nell’extranet e, in caso di dubbio, con l’assistenza partner.
Il codice va scritto come lo riporta il PDF della BDSR, senza spazi e senza accodare il codice regionale: se il portale ha un campo per il CIR, va lì.
I requisiti di sicurezza collegati
La richiesta del CIN include una dichiarazione sostitutiva sui requisiti di sicurezza del comma 7. Riguardano le unità abitative in locazione breve o turistica, gestite in forma imprenditoriale o no, anche se l’attività è iniziata prima del 2 novembre 2024. Non riguardano le strutture ricettive come B&B e affittacamere, che seguono le loro norme.
- Rilevatori funzionanti di gas combustibili e di monossido di carbonio. Esonerato solo chi non ha impianto a gas e può escludere con certezza il rischio di rilasci e di formazione di monossido.
- Estintori portatili a norma: uno ogni 200 metri quadrati di pavimento o frazione e comunque almeno uno per piano, con capacità estinguente minima 13A e carica minima 6 kg o 6 litri, vicino agli accessi e alle aree più a rischio.
- Valgono per ogni unità: se affitti tre appartamenti nello stesso stabile servono tre dotazioni, anche se il condominio ha già gli estintori. La legge parla di “dispositivi”, non di impianti: le FAQ non impongono un impianto progettato, ma i dispositivi devono essere conformi alla regola dell’arte e avere una funzione di allarme.
- Chi opera in forma imprenditoriale deve rispettare anche i requisiti di sicurezza degli impianti previsti dalla normativa statale e regionale.
Le sanzioni
Le sanzioni del comma 9 sono applicabili dal 2 gennaio 2025. Le accerta il Comune in cui si trova l’alloggio, con la polizia locale; Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza fanno analisi del rischio mirate su chi affitta senza CIN. Non si applicano se una legge regionale punisce già la stessa condotta.
| Violazione | Sanzione | Chi risponde |
|---|---|---|
| Alloggio o struttura senza CIN | Da € 800 a € 8.000, secondo le dimensioni | Titolare o locatore |
| CIN non esposto o non indicato nell’annuncio | Da € 500 a € 5.000 per unità, più la rimozione immediata dell’annuncio | Titolare o locatore; intermediari e portali per gli annunci che pubblicano |
| Senza rilevatori di gas e monossido o senza estintori | Da € 600 a € 6.000 per ogni violazione | Locatore, anche non imprenditoriale |
| Impianti non a norma | Sanzioni della normativa statale o regionale | Locatore in forma imprenditoriale |
| Attività imprenditoriale senza SCIA | Da € 2.000 a € 10.000, secondo le dimensioni | Locatore in forma imprenditoriale |